Il silenzio, dove prevale il vuoto, la solitudine, il voltare lespalle, il silenzio può essere usato anche per punire il proprio partner, è un trampolino per lanciare la rabbia in modo manipolatorio, evitando il confronto diretto.

L’assenza di dialogo non permette di risolvere gli eventuali dissensi ma alimenta le fantasie incomprensione, diventando un arma per reciproci ricatti.

Si innesca un processo di vittimizzazione dove si crede di non essere mai compresi, la rabbia striscia sotteranea, eplodendo raramente e si cerca soddisfazione nel opprimere il partner negandosi all’interno della relazione.

” Bibliografia: M. Schwartz, A shift of mind: Silence: a relationship killer. Psychology Today 2014