Prima mostra del lavoro di gruppo con gli amici della TAG-FACTORY.

Tema scelto

 

Entriamo nell’ufficio degli oggetti smarriti, smarriti nel tempo della memoria. La memoria interrotta. E quell’urgenza di deframmentare, compattare i vari file per recuperare spazio nella memoria e nell’identità.
Ed è lì, davanti agli occhi, il nostro piccolo inventario. Che parla di noi, di come eravamo e di cosa avremmo voluto essere. Ciò che abbiamo perduto, involontariamente, o che abbiamo lasciato andare lungo la strada. Ma anche ciò che adesso decidiamo di restituirci e di portare con noi. Magari in una futura valigia, chiamati ad essere i nuovi nomadi, oppure in una scatola del tesoro da sotterrare in giardino.
Se, come afferma Bauman, modernità vuol dire vivere oggi in una “società liquida” in cui “il cambiamento è l’unica cosa permanente e l’incertezza è l’unica certezza”, a cosa ci aggrapperemo per rimanere a galla e conservare la nostra individualità?
Quali frammenti sono i relitti del nostro naufragio?

Con le mie 2 fotografie ho voluto rappresentare il percorso che ho fatto per capire di avere dentro un tesoro che pensavo di aver rimosso.

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Il Percorso
Il tesoro